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La Storia di Santa Giulia
Si racconta inoltre che alcuni angeli avvisarono in sogno i monaci della vicina isola Gorgona di quanto era accaduto e che questi si recarono a Capo Corso, deposero il corpo della martire dalla croce, lo sistemarono su una barca e lo trasportarono nella loro isola. Con gesto pietoso spalmarono la salma con aromi e la deposero in un sepolcro.
La versione più aderente alla realtà storica fa ritenere Giulia una cittadina romana di Cartagine, vittima in Africa della grande persecuzione di Decio nell'anno 250 o di quella di Diocleziano nel 304. Quando i Vandali ariani nel 439 invasero l'Africa, molti cristiani fuggirono ed alcuni di essi si recarono in Corsica portando con sé le reliquie della Santa e le notizie relative al suo martirio. A questo proposito si ritiene che alcune notizie contenute nella Passio, come la schiavitù sotto Eusebio e il nome del suo persecutore ed alcuni particolari del martirio quali le persone, la flagellazione e la morte in croce, siano stati aggiunti in Corsica in un secondo tempo per riproporre più significativamente le pene sofferte da Gesù Cristo. Come è successo per altri antichi martiri, anche per S. Giulia sarebbe avvenuto nella tradizione popolare uno scambio fra la persona e le reliquie. Nel 762 le spoglie della Santa furono traslate per volontà della regina Ansa, moglie di Desiderio re dei Longobardi, dalla Corsica a Brescia, approdando sul continente a Porto Pisano, nei pressi dell'antico villaggio da cui ha avuto origine l'odierna Livorno. Fin dal nono secolo si diffuse, tra la popolazione del piano del Porto, un sentimento di venerazione per la giovane martire che si formalizzò successivamente con l'elezione della Santa Patrona di Liburna. S. Giula si festeggia il 22 maggio. |
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