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VENERABILE ARCICONFRATERNITA DEL SS. SACRAMENTO E DI S. GIULIA

PATRONA DI LIVORNO

 

Sala Museo

 

In questa sala, riservata sino al 1980 ai Confratelli sagrestani per la custodia degli oggetti ad uso liturgico, si trovano:

Dipinto raffigurante S.Giulia in piedi, con ai lati otto formelle illustranti la sua vita e martirio. Il quadro, databile alla prima metà del XIV secolo è attribuito alla scuola di Giotto.

La presenza a Livorno di questa tavola è messa in correlazione ad un curioso, ma poco verosimile episodio che si sarebbe verificato nel villaggio di Liburna, in epoca imprecisata. Si racconta infatti che certi naviganti còrsi, devoti di S.Giulia, trovandosi per un certo tempo nel porto di Livorno, avrebbero commissionato un dipinto della Santa da portare nel loro paese. Ottenuto il quadro, lo avrebbero posto sulla nave, ma giunto il momento di partire, pur essendo il mare calmo e il cielo sereno, non sarebbero stati in grado di staccarsi da terra e lasciare il porto. Questo fatto fu ritenuto il segno che la Santa voleva restare con la sua immagine a Livorno, per cui il Pievano con il popolo si recò alla nave a prendere il dipinto per portarlo nella Pieve. In realtà la tavola, in possesso dei Confratelli fin dal XIV secolo, è stata da essi custodita, prima nella Pieve di S.Maria e S.Giulia, dopo nell'Oratorio detto di S.Giulina e poi, dal 1603, nei locali adiacenti alla chiesa di S.Giulia.

 

Arredi sacri, oggetti per uso liturgico, reliquiari. In quattro vetrine sono raccolti calici, vasi, crocifissi, vassoi, ostensori, navicelle, candelieri, secchielli, aspersori, cartaglorie dei secoli XVI, XVII, XVIII, XIX, XX e reliquari in legno dorato ed in argento dei secoli XVIII e XIX.

Inginocchiatoio in legno foderato di velluto rosso, sul quale, il 25 agosto 1857, in occasione della visita alla chiesa di S.Giulia, Sua Santità Pio IX si raccolse in preghiera.

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