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Nella seconda metà del XIII secolo gli abitanti della cala di Liburna, già depositari di una secolare tradizione religiosa, si aggregarono in una fraternita devozionale per curare le pratiche inerenti al culto eucaristico e giuliano. Nei primi anni del XIV secolo questa associazione di laici si costituì ufficialmente in Confraternita, sotto il titolo del “Corpo del Signore”. I confratelli devoti di S. Giulia scelsero questa giovane martire come loro protettrice e la elessero Patrona, aggiungendo il suo nome nel titolo della Confraternita.
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L'Arciconfraternita del SS. Sacramento e di S. Giulia è la più antica associazione di laici livornesi, già presente alla fine del XIII secolo nel villaggio che allora aveva nome Liburna.
Fin dalla fondazione il Sodalizio costituì il "prim'ordine" della popolazione livornese ed ebbe voce e suprema autorità nel governo del comune.
Scopo della Confraternita è rendere liturgico onore alla SS. Eucarestia e pubblica venerazione a Santa Giulia Patrona di Livorno, la cui festa si celebra il 22 maggio. |
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Secondo la tradizione, elaborata da una Passio risalente al VII secolo, Giulia era una fanciulla cartaginese che, divenuta schiava, fu venduta a un commerciante di nome Eusebio, il quale ne aveva apprezzato le doti e le virtù dell’animo. Giulia soleva pertanto accompagnare il padrone negli impegni di lavoro e proprio durante un viaggio in Corsica, per ragioni di commercio, fu rapita da un uomo perverso e violento. I seguaci di costui condussero a terra la fanciulla, cercando di indurla a ripudiare la fede cristiana; ma, dato che i loro sforzi si dimostrarono vani, dapprima la sottoposero a torture e flagellazione, quindi la crocifissero. Subito dopo la morte della giovane avvennero vari miracoli e i monaci della vicina isola di Gorgona, avvisati in sogno dagli angeli di questa straordinaria vicenda, trasportarono il corpo della martire sulla loro isola.
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